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	<title>News &#8211; Just Children Onlus</title>
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	<description>Vicino ai bambini</description>
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	<title>News &#8211; Just Children Onlus</title>
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		<title>Clèment, lo skater che vola sulla tavola e fa impazzire il web</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2017 07:38:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Clèment]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia di un giovane francese, Clèment Zannini, che supera a pieno i limiti mentali imposti dalla disabilità grazie alla grande passione per lo skateboarding Una tavola con la quale spingersi con i piedi: per i meno esperti, lo skatebord superficialmente potrebbe sembrare solo questo &#8211; un divertimento magari faticoso e talvolta pericoloso. Ma i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La storia di un giovane francese, Clèment Zannini, che supera a pieno i limiti mentali imposti dalla disabilità grazie alla grande passione per lo skateboarding</p>
<p>Una tavola con la quale spingersi con i piedi: per i meno esperti, lo <strong>skatebord</strong> superficialmente potrebbe sembrare solo questo &#8211; un divertimento magari faticoso e talvolta pericoloso. Ma i più avvezzi invece sanno che lo skateboard, se usato con maestria, permette anche di fare evoluzioni spettacolari, <strong>tricks e salti</strong> davvero notevoli facendo quasi volare la tavola da sotto i piedi. Imparare a praticare uno sport del genere richiede sicuramente molta tenacia, un buon equilibrio e un bel po&#8217; di audacia viste le innumerevoli e inevitabili cadute in cui si incorre mentre si tenta di approcciare queste manovre.</p>
<p>Cose da ragazzi, forse: se vi dicessi che c&#8217;è un giovane skater francese che sta diventando famoso nel web per i suoi trucchi e le sue evoluzioni con la tavola, probabilmente la cosa non vi stupirebbe, ma se vi dicessi che questo ragazzo<strong> fa acrobazie incredibili pur indossando una protesi dal ginocchio in giù</strong>, la questione si farebbe più interessante.</p>
<p>Lui è <strong>Clément Zannini</strong>, ventitreenne di Vittel, una cittadina a circa un&#8217;ora da Nancy, nato con una malformazione alla gamba destra. Un <strong>ragazzo spericolato e innamorato del suo skate</strong> che si fa filmare da amici e parenti  mentre prova e riprova trucchi sulla tavola, e carica poi i video che realizza sulla sua <a href="https://www.facebook.com/zanniniClément/">pagina facebook</a> che conta oltre 34 mila like.<br />
Le abilità di Clément e la sua perseveranza lo hanno reso piuttosto noto nel web tant&#8217;è che il <a href="https://www.redbull.com/int-en/Clément-zannini-the-skater-with-the-artificial-foot">sito redbull </a>ha realizzato un breve <strong>documentario</strong> su di lui.</p>
<p>Grazie alle informazioni ricavate da questo<strong> documentario biografico</strong>, ed a un video che lui stesso ha realizzato in collaborazione con un amico <strong>youtuber Fabian Doerig</strong>, si può capire chi è questo giovane skater e come riesce a superare con apparente nonchalance e una buona dose di divertimento adrenalinico la sua disabilità.</p>
<p><strong>Qual è il primo ricordo legato allo skateboard?</strong><br />
Durante<a href="http://chillax.tv/linterview-chillax-clement-zannini/"> un&#8217;intervista</a> Clément ha affermato: <em>“Ricordo che mi divertivo a scendere lungo la strada dietro casa mia quando avevo più o meno 4 anni, percorrevo la discesa seduto sulla tavola che al tempo era più come un giocattolo che un vero e proprio skate!”.</em> Sono stati i suoi <strong>genitori a regalargli il primo skateboard</strong>, era un bambino molto attivo e vivace, sempre in movimento, perciò hanno ritenuto questo fosse un buono strumento per farlo sfogare divertendosi. Ha poi iniziato a pattinare in modo costante a 12 anni.</p>
<p><strong>Cosa pensano i suoi genitori di questa sua passione? Quali sono invece le reazioni degli altri nel vederlo esercitarsi?</strong><br />
Lui ritiene che i suoi genitori temano lui si faccia male, tuttavia sa che lo<strong> sostengono molto</strong>. Gli estranei invece si comportano in vari modi,<em> “alcuni hanno atteggiamenti davvero strani,<strong> iniziano a fissare incuriositi</strong> per la stranezza di ciò che vedono”</em> visto che Clément è visibilmente “diverso”.</p>
<p><strong>Cos&#8217;è lo skateboarding per Clément?</strong><br />
Lo skateboarding per lui è più di una passione:<em>“ho iniziato a fare skateboard perchè quando ci ho provato per la prima volta<strong> me ne sono innamorato</strong>, do tutto quello che posso per lo skateboard”</em>. Come tanti suoi coetanei potrebbe stare seduto sul divano a giocare ai videogiochi e passare le giornate a fare nulla ma per lui quella tavola vale più di quel che si potrebbe pensare:<em> “<strong>grazie a questo sport mi rispetto di più, mi spingo oltre ai miei limiti</strong>. Li conosco ma faccio in modo che non mi importi di loro”.</em></p>
<p><strong>Come si rapporta con la sua disabilità?</strong><br />
Clément ha spesso affermato che<strong><em> “da piccolo non mi accettavo, volevo essere qualcun altro”</em></strong>, negli anni ha però capito che con impegno e determinazione può raggiungere moltissimi obiettivi. In particolare, per quanto riguarda lo skateboard, ha compreso che molto spesso veniamo bloccati da<strong> limiti mentali</strong>. Ha imparato a modificare alcuni dei trucchi spettacolari che vorrebbe imparare, e che per lui sono fisicamente impossibili, in modo da <strong>adattarli alla sua protesi, creando qualcosa di assolutamente unico.</strong></p>
<p><strong>Quanto incide la sua malformazione nella sua vita da sportivo?</strong><br />
Clément, pur dicendo<em> “non sento la protesi, <strong>la protesi è un&#8217;estensione del mio corpo così come lo è il mio skateboard</strong>”</em>, sente molto <strong>dolore</strong> il giorno successivo all&#8217;allenamento e deve prendersi cura della sua gamba destra che viene molto sollecitata durante i salti e le corse che compie per esercitarsi. Spiegando come deve eliminare i<strong> calli</strong> che si creano per via dello sfregamento con la protesi dice anche:<em> “mi piacerebbe molto non essere costretto a fare tutto questo, <strong>devo adattare la mia vita ogni giorno alla mia condizione, ma fa parte del lavoro”.</strong></em></p>
<p><strong>Qual è stato il peggior infortunio che gli sia mai capitato e cosa sogna per il futuro?</strong><br />
<em>“Probabilmente il peggior infortunio è stato la slogatura della caviglia, soprattutto perché quando è successo ho dovuto usare una carrozzina, non avevo davvero altra possibilità di muovermi ed è stata la sensazione peggiore per me”</em> afferma il giovane skateboarder.</p>
<p>Clément sogna nei prossimi anni di migliorare ulteriorimente la sua tecnica e di <strong>diventare uno skater professionista</strong>: adorerebbe infatti viaggiare ed esibirsi il giro per il mondo come i grandi di questo sport che lui stima moltissimo. Per il momento ha avuto la possibilità di trasformare parte di un hotel abbandonato in un parco da skate in cui allenarsi, un luogo speciale che condivide con tanti altri ragazzi che come lui si sono appassionati a questo sport.</p>
<p>Qui il video del documentario realizzato da Redbull:</p>
<div><iframe src="https://sharevideo.redbull.com/vjs/index.html?r=1&amp;cornerbug=true&amp;origin=https://www.redbull.com/int-en/clement-zannini-the-skater-with-the-artificial-foot&amp;accid=1439051358001&amp;pid=4JE31Ysng&amp;vid=4846941058001&amp;crid=rrn:content:videos:c28a1e62-ac49-4034-a022-75708d252442:en-INT" width="560px" height="315px" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se volete vedere con i vostri occhi cosa sa fare Clément visitate qui il suo <a href="https://www.facebook.com/zanniniClément?pnref=story">profilo facebook</a>  e qui il suo profilo instagram <a href="https://www.instagram.com/sumilidons/">@sumilidons</a></p>
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		<title>Disabilità e sport per i più giovani : oggi nascono nuove possibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2017 09:14:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lo sapevi che]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel weekend partono due interessanti progetti per far avvicinare persone con disabilità alla pratica sportiva con eventi a Torino La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità sancisce, tra i suoi principi fondamentali, la partecipazione alla vita culturale, alla ricreazione, al tempo libero e allo sport; nello specifico, il quinto comma dell&#8217;articolo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel weekend partono due interessanti progetti per far avvicinare persone con disabilità alla pratica sportiva con eventi a Torino</p>
<p>La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità sancisce, tra i suoi principi fondamentali,<strong> la partecipazione alla vita culturale, alla ricreazione, al tempo libero e allo sport</strong>; nello specifico, il <strong>quinto comma dell&#8217;articolo 30</strong> stabilisce le condizioni necessarie per raggiungerla. A tal proposito, nel corso dell&#8217;ultima settimana, a Torino sono stati presentati due importanti progetti di inclusione sportiva promossi dalla<strong> Fondazione Vodafone Italia</strong>, che attraverso i suoi bandi sta finanziando numerose iniziative legate a questo ambito.</p>
<p>Il minimo comune denominatore dei due progetti presentati a Torino è rappresentato dalla <strong>piattaforma digitale OSO – Ogni Sport Oltre</strong>, creata dalla stessa Fondazione e lanciata lo scorso 7 giugno, che avrà il compito di diffonderne tutti i contenuti. Dopo quasi cinque mesi di attività, OSO sta riuscendo nel suo intento di creare una<strong> comunità di utenti costituita da persone con disabilità, famiglie, tecnici, società, associazioni e strutture sportive</strong> con l&#8217;obiettivo di aumentare l&#8217;inclusione sportiva a livello nazionale.</p>
<p>Uno dei progetti finanziati con il bando concluso a maggio 2017 è <strong>Rowing for All</strong> della <strong>Federazione Italiana Canottaggio </strong>che, grazie all&#8217;individuazione di tre poli nazionali (<strong>Torino, Roma e Palermo</strong>), vuole supportare persone con <strong>disabilità fisico/motorie, sensoriali ed intellettivo/relazionali</strong> nella realizzazione di un percorso di inclusione sociale attraverso il para-rowing, indoor e outdoor. Proprio per questo i tre poli, che saranno gestiti da altrettanti responsabili tecnici e da due coordinatori nazionali, verranno dotati di <strong>tutte le attrezzature necessarie</strong> tra cui imbarcazioni GIG (da 4+1), remi e remoergometri (volgarmente chiamati “vogatori”).</p>
<p>Come suggerisce il nome stesso, Rowing for All non intende fermarsi alla sola pratica sportiva, ma vuole offrire occasioni di autonomia, pari opportunità e miglioramento della vita relazionale <strong>coinvolgendo</strong> il più possibile <strong>famiglie</strong>, <strong>atleti</strong> <strong>partner</strong> e altre personalità potenzialmente rilevanti per mettere insieme in barca persone con e senza disabilità.</p>
<p>Il primo polo ad essere inaugurato ufficialmente, <strong>sabato 21</strong>, sarà quello di <strong>Torino</strong> con un evento inserito all&#8217;interno del programma della <strong>Rowing for Tokyo – Paralympic Games 2020</strong>, regata di para-rowing organizzata dalla <strong>Società Canottieri Armida</strong> (Viale Virgilio 45): durante il pomeriggio, con la presenza dei rappresentanti della Fondazione Vodafone, del Responsabile Tecnico <strong>Matteo Tontodonati</strong> e delle due testimonial <strong>Kiri Tontodonati e Anila Hoxha</strong> (rispettivamente atlete delle Nazionali di canottaggio e di para-rowing), ci sarà la cerimonia di consegna della targa e del varo delle due imbarcazioni GIG donate, seguite da un Open Day con prove al remoergometro e in barca.</p>
<p><strong>Iron Mind</strong> è invece il nome del progetto che ha per protagonista la <strong>Marco Berry ONLUS – Magic for Children</strong> (in collaborazione con il Comitato Paralimpico Piemonte), organizzazione fondata dall&#8217;uomo di spettacolo torinese (già inviato delle Iene e autore di programmi televisivi di grande successo come Invisibili e Invincibili) nel 2011 per creare campagne di sensibilizzazione e realizzare iniziative concrete in favore dei bambini. Iron Mind si rivolge, nello specifico, a <strong>minorenni con disabilità</strong> con l&#8217;obiettivo di accompagnarli in un <strong>percorso di avvicinamento alla pratica sportiva</strong>: dalla scelta della disciplina adatta ai propri desideri e alle proprie caratteristiche fisiche e di personalità al <strong>superamento di tutte le barriere mentali</strong> (una delle più diffuse e difficili da espugnare è la “paura” delle famiglie),<strong> economiche e logistiche</strong> che potrebbero insorgere (ad esempio la fornitura di attrezzature sportive, il trasporto o i costi di iscrizione).</p>
<p>Il progetto verrà lanciato ufficialmente <strong>sabato 21 e domenica 22</strong> ottobre con un evento in programma presso il Centro Sportivo Sisport di Torino (Via Pier Domenico Olivero 40), in cui una ventina di ragazze e ragazzi con disabilità potranno affacciarsi al mondo dello sport provando ben <strong>sette discipline</strong> con la collaborazione di dieci società e altrettante federazioni: nello specifico <strong>nuoto</strong> (CUS Torino, FINP Federazione Italiana Nuoto Paralimpico), <strong>tiro con l&#8217;arc</strong>o (Arcieri delle Alpi, FITARCO), <strong>canottaggio</strong> (Società Canottieri Armida, Federazione Italiana Canottaggio), <strong>basket in carrozzina</strong> (HB Torino, Federazione Italiana Pallacanestro In Carrozzina),<strong> scherma in carrozzina</strong> (Lamerotanti, Club Scherma Cuneo, Federazione Italiana Scherma), <strong>tennistavolo</strong> (Tennistavolo Torino, Gasp Moncalieri, Federazione Italiana Tennistavolo) e<strong> tennis in carrozzina</strong> (Sfide, SportDiPiù, Federazione Italiana Tennis).</p>
<p><strong>Per ulteriori informazioni:</strong></p>
<p><a href="http://www.vodafone.it/portal/Vodafone-Italia/Fondazione-Vodafone">Fondazione Vodafone</a></p>
<p><a href="https://ognisportoltre.it/home.action">ognisportoltre.it</a></p>
<p><a href="http://www.canottaggio.org/">www.canottaggio.org</a></p>
<p><a href="http://www.marcoberryonlus.org/">www.marcoberryonlus.org</a></p>
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		<title>Sconti Trenitalia per esami e ricoveri al Bambino Gesù</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2017 13:35:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[agevolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[bambin gesù]]></category>
		<category><![CDATA[trenitalia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La divisione Passeggeri Long Haul di Trenitalia (DPLH) offre ai pazienti del Bambino Gesù e ai loro accompagnatori la possibilità di acquistare biglietti ferroviari con tariffe agevolate valide sui treni di media e lunga percorrenza del territorio italiano. Ecco tutte le caratteristiche della concessione: I DETTAGLI DELLA TARIFFA AGEVOLATA Tutti i pazienti in viaggio da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La divisione Passeggeri Long Haul di Trenitalia (DPLH) offre ai pazienti del Bambino Gesù e ai loro accompagnatori la possibilità di acquistare biglietti ferroviari con tariffe agevolate valide sui treni di media e lunga percorrenza del territorio italiano. Ecco tutte le caratteristiche della concessione:</p>
<p><strong>I DETTAGLI DELLA TARIFFA AGEVOLATA</strong></p>
<p>Tutti i pazienti in viaggio da o verso l&#8217;Ospedale Bambino Gesù, fino ad un massimo di 3 accompagnatori per paziente, possono usufruire di uno sconto del 20% sulla tariffa base adulti per i biglietti in 1^ e 2^ classe di Frecce e Intercity (Giorno e Notte) nei livelli di servizio Executive, Business, Premium e Standard e nei servizi cuccette, vagoni letto o vetture Excelsior. Lo sconto non potrà essere applicato per i treni regionali e per il sovrapprezzo previsto per il salottino.</p>
<p><strong>Altre informazioni utili:</strong><br />
&#8211; Lo sconto sarà cumulabile con quello del 50% previsto per i viaggiatori minori di 15 anni;<br />
&#8211; L&#8217;offerta non è cumulabile con altri concomitanti prezzi promozionali offerti da Trenitalia sugli stessi prodotti e per le medesime relazioni;<br />
&#8211; I biglietti devono avere Roma come destinazione dei viaggi di andata e come origine dei viaggi di ritorno;<br />
&#8211; Le emissioni dei biglietti ferroviari saranno effettuate dall&#8217;Ufficio Gruppi Trenitalia di Roma.</p>
<div>
<p><strong>QUANDO RICHIEDERE I BIGLIETTI SCONTATI</strong></p>
<p>I biglietti potranno essere richiesti:<br />
&#8211; In caso di appuntamento per prestazione sanitaria per i viaggi effettuati nel periodo compreso tra due giorni antecedenti e due giorni successivi alla data riportata sul voucher di riepilogo dell&#8217;appuntamento;<br />
&#8211; In caso di degenza per viaggi effettuati tra il secondo giorno antecedente la data di ricovero e il secondo giorno successivo alla data riportata sulla lettera di dimissione, compresi i viaggi effettuati nel periodo di durata del ricovero.
</p></div>
<p><strong>COME RICHIEDERE LO SCONTO</strong></p>
<p>Per poter usufruire della tariffa agevolata, sarà necessario:</p>
<p>&#8211; Compilare i campi sottostanti inserendo il numero dell&#8217;appuntamento e il codice fiscale del paziente;<br />
&#8211;  Attendere l&#8217;emissione del voucher;<br />
&#8211; Inviare all&#8217;indirizzo di posta <strong><a href="mailto:ufficiogruppi.rm@trenitalia.it?subject=agevolazione%20pazienti%20OPBG">ufficiogruppi.rm@trenitalia.it</a>, </strong>entro e non oltre tre giorni lavorativi antecedenti la partenza, i dettagli del viaggio (tra cui data e n° del treno) e il n° di prenotazione/codice identificativo riportato sul voucher rilasciato dall&#8217;Ospedale. L&#8217;oggetto della mail dovrà essere &#8220;<strong>agevolazione pazienti OPBG</strong>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>DOCUMENTI DA PORTARE IN VIAGGIO</strong></p>
<p>Al personale di bordo al momento del controllo del titolo di viaggio è necessario esibire:<br />
&#8211; Il titolo di viaggio;<br />
&#8211; Il voucher dell&#8217;appuntamento, di degenza o di dimissione rilasciato dall&#8217;Ospedale (con data di stampa compresa nei 2 giorni antecedenti o successivi la data del viaggio).<br />
<strong>LE PENALI</strong></p>
<p>&#8211; In mancanza della documentazione sopra indicata verrà richiesta la regolarizzazione a bordo treno mediante il pagamento della differenza fra il prezzo intero e quello ridotto più una penalità corrispondente a € 10,00;</p>
<p>&#8211; I viaggiatori in possesso del biglietto ridotto, trovati a viaggiare in giorni e su treni diversi da quelli ammessi sono regolarizzati come sprovvisti di biglietto.</p>
<p>Le agevolazioni avranno <strong>validità fino al 31 dicembre 2018</strong>. Per quanto non espressamente disciplinato, si rimanda a quanto previsto nelle &#8220;<strong><a href="http://www.trenitalia.com/tcom/Informazioni/Condizioni-Generali-di-trasporto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Condizioni Generali di Trasporto di Trenitalia</a></strong>&#8220;.</p>
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		<title>Quanti alunni per classe in presenza di studenti disabili?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 12:48:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[miur]]></category>
		<category><![CDATA[numero alunni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La recente circolare MIUR chiarisce il numero massimo di studenti per classe in presenza di situazioni di disabilità &#160; A inizio agosto il MIUR ha pubblicato la nota n. 1153, avente per oggetto il D. Lgs. n. 66/2017, dedicato all’inclusione scolastica degli studenti con disabilità. In questa circolare il MIUR ha fornito chiarimenti in merito [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La recente circolare MIUR chiarisce il numero massimo di studenti per classe in presenza di situazioni di disabilità</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A inizio agosto il MIUR ha pubblicato la <a href="http://www.miur.gov.it/documents/20182/191877/Inclusione+scolastica+studenti+con+disabilit%C3%A0.pdf/f52c401f-cdf6-4d55-9ce4-236f756b8f86?version=1.0">nota n. 1153</a>, avente per oggetto il <a href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/05/16/17G00074/sg">D. Lgs. n. 66/2017</a>, dedicato all’inclusione scolastica degli studenti con disabilità. In questa circolare il MIUR ha fornito chiarimenti in merito alle decorrenze delle <strong>nuove disposizioni</strong> contenute in tale decreto:<strong> primo settembre 2017</strong> per i gruppi di lavoro e per l’Osservatorio sull’inclusione scolastica e <strong>primo gennaio 2019</strong> per la procedura di certificazione, per il Profilo di Funzionamento, per il Progetto Individuale, per il Piano Educativo Individualizzato e per la richiesta e assegnazione delle risorse per il sostegno didattico. La nota, inoltre, ha ricordato che per la formazione delle classi, in presenza di alunni con disabilità,<em> restano ferme le disposizioni dettate dal <a href="http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/25ba2ec2-bf2b-4713-9800-dd20cf3d6346/dpr81_2009.pdf">DPR n. 81/09</a>, secondo cui in presenza di alunni disabili le classi non debbano, di norma, superare il numero di 22 alunni</em>.</p>
<p>Il DPR richiamato, però, afferma testualmente (art. 5, co 2) che <em>le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità <strong>sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni</strong></em><strong>…</strong></p>
<p>Questa incongruenza ha suscitato immediate perplessità, anche se a molti è apparso subito palese che probabilmente si trattava di un mero errore materiale. Con <a href="http://www.miur.gov.it/documents/20182/191877/prot+1557.pdf/b583c007-ab9f-4cf0-9061-fc13ffade570?version=1.0">una successiva nota</a>, infatti, il Miur ha rettificato la precedente indicazione, riaffermando il<strong> limite di 20 alunni per le classi iniziali, in presenza di situazioni di disabilità.</strong></p>
<p>Questo limite, purtroppo, molto spesso è disatteso. Già nell’articolo citato del DPR la disposizione indica <em>di norma</em>, e ciò apre a possibili deroghe; poi, più avanti, richiama le esigenze di bilancio. Non solo. Nello stesso DPR (art. 4, co 1) si prevede una possibilità di <em>deroga in misura non superiore al 10 per cento, al numero minimo e massimo di alunni per classe previsto, per ciascun tipo e grado di scuola…“</em>. E si torna a 22.</p>
<p>E’ pur vero che nelle circolari successive al DPR del 2009 il Miur ha sempre reiterato l’invito ad <strong>evitare di formare classi con più di 20 unità in presenza di alunni che presentano connotazione di gravità</strong>. Tuttavia, la realtà è purtroppo ben diversa e molte famiglie di alunni con disabilità sono costrette ogni anno a ricorrere al giudice poiché le classi in cui sono inseriti i propri figli <strong>superano abbondantemente i parametri stabiliti per legge.</strong> Ricordiamo, a tal proposito, l’importante sentenza <a href="http://aipd.it/aipd_scuola/il-tar-toscana-sdoppia-una-classe-pollaio-sent-136716/">n. 1367/16 del Tar Toscana</a> che ha sdoppiato una classe pollaio. Ricordiamo anche la sentenza n. 4706/16 del TAR Campania che <strong>ha abbassato il limite a 17 alunni per le zone a rischio sismico</strong>.</p>
<p>L’inizio dell’anno scolastico, purtroppo, non fa registrare alcuna inversione di tendenza rispetto al passato. Il limite è sovente esteso del 10 per cento, anche in presenza di situazioni di gravità e si registrano casi di classi molto numerose nelle quali sono presenti alunni con disabilità. Inoltre, il DPR citato fa riferimento esclusivamente alle classi iniziali, ma è<strong> opportuno che anche le classi successive non subiscano incrementi tali da creare ostacoli all’esercizio del diritto allo studio</strong> degli alunni.</p>
<p>Le famiglie, dunque, ancora una volta dovranno fare attenzione alle situazioni in cui siano disattese le disposizioni normative e chiedere l’immediata applicazione delle stesse, anche ricorrendo, se necessario, alle vie legali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: disabili.com</p>
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		<title>Scuola: Come si diventa assistenti all’autonomia e comunicazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2017 07:53:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[assistente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Già in passato ci siamo occupati della figura dell’assistente all’autonomia e comunicazione, prevista dalla Legge 104/92, che prevede l’obbligo per gli enti locali di fornire assistenza per l’autonomia e la comunicazione agli alunni con disabilità che ne abbiano necessità. Il Dirigente Scolastico deve richiedere, su sollecitazione della famiglia, l’assistente all’Ente Locale di riferimento, vale a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Già in passato ci siamo occupati della figura dell’<strong>assistente all’autonomia e comunicazione</strong>, prevista dalla Legge 104/92, che prevede l’<strong>obbligo per gli enti locali</strong> di fornire assistenza per l’autonomia e la comunicazione agli alunni con disabilità che ne abbiano necessità. Il Dirigente Scolastico deve richiedere, su sollecitazione della famiglia, l’assistente all’Ente Locale di riferimento, vale a dire la Provincia per le scuole secondarie di secondo grado e il Comune per i gradi inferiori.</p>
<p>Ci siamo occupati però principalmente del suo ruolo e dei suoi compiti nel lavoro scolastico e, pertanto, ci soffermeremo ora sulla sua <strong>formazione</strong> e sul <strong>reclutamento</strong>, che appaiono piuttosto intricati ed eterogenei. Infatti, poichè la legge prevede che tali figure siano fornite dagli enti locali, la <strong>definizione dei modi in cui il servizio deve essere gestito</strong> e i criteri di reclutamento e formazione del personale sono <strong>delegati proprio agli Enti Locali</strong>. Ciò significa che Province e Comuni si muovono in maniera piuttosto autonoma. Gli stessi<strong> termini utilizzati</strong> per tale figura sono <strong>diversi nei diversi territori.</strong> Si parla quindi di assistenti, sostegno educativo, assistenza educativa, AEC esperti in Braille, LIS ecc. Se poi aggiungiamo che esistono anche altre figure che operano nelle scuole, con compiti di assistenza di base o specialistica, collaboratori, OSS, oppure figure ibride, come ad esempio gli accudienti, la situazione si complica ancora di più e spesso non è di facile comprensione.</p>
<p>A tale eterogeneità nei termini corrisponde la medesima <strong>varietà nella formazione e nel reclutamento</strong>. Per quanto concerne la formazione, sono stati attivati negli ultimi anni diversi corsi professionalizzanti organizzati da diversi enti per la frequenza dei quali si richiedono di solito alcuni titoli di accesso, come le lauree in ambito psico-pedagogico o diplomi nella medesima area, ma non pochi sono aperti a tutti i diplomati o a chi ha formazione ed esperienza maturata nel settore educativo o di assistenza. Tali corsi mirano a <strong>formare figure professionali qualificate</strong> per fornire un’<strong>assistenza specialistica</strong> a soggetti con disabilità fisica, psichica e sensoriale, la cui limitazione in autonomia e/o comunicazione determini la necessità di un’assistenza <strong>ad personam.</strong></p>
<p>Non esistono fonti normative che specifichino in maniera dettagliata quali debbano essere i titoli o i requisiti per poter svolgere il compito di assistente scolastico specialistico per l&#8217;autonomia e comunicazione. La legge n. 104/92, infatti, si limita a prevedere in maniera generica che il personale sia appositamente qualificato e specificamente formato. Generalmente, però, i <strong>bandi si concentrano su titoli di studio di area didattica e pedagogico-educativa</strong>; in ogni caso <strong>non possono prescindere da certi requisiti minimi,</strong> come il conseguimento di almeno un <strong>titolo di scuola secondaria superiore.</strong></p>
<p>Anche i datori di lavoro possono essere diversi. L’<strong>ente locale</strong>, infatti, può pubblicare un bando per <strong>formare una graduatoria</strong> di operatori a cui attingere per gestire il servizio nelle scuole del suo territorio. Oppure l’ente <strong>può mettere a bando il servizio</strong> che verrà <strong>gestito da</strong> una o più <strong>Cooperative</strong> sul territorio. Anche <strong>la scuola</strong> può mettere <strong>a</strong> <strong>bando un certo numero di ore</strong> di assistenza utilizzando fondi dedicati.</p>
<p>Attualmente, quindi, chi volesse svolgere questa professione dovrebbe<strong> possedere un titolo di studio di area pedagogica</strong>, seguito da qualche <strong>corso professionalizzante</strong>, eventualmente <strong>conoscere la lingua dei segni o il Braille.</strong> Dovrebbe inoltre prestare attenzione ai vari <strong>bandi</strong> che periodicamente escono.</p>
<p><strong>Per il futuro</strong>, aggiungiamo, è previsto un <strong>sostanziale cambiamento</strong>, stabilito per legge, che <strong>dovrebbe rendere omogenei i titoli di studio e la formazione</strong> degli educatori su tutto il territorio nazionale, <strong>riservando solo a personale laureato</strong>.</p>
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		<title>Scuola: è emergenza sostegno in tutta Italia!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2017 07:37:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[anno scolastico 2017-18]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inizio anno scolastico Migliaia di posti di sostegno sono ancora da assegnare, ma i docenti non si trovano In questi giorni si stanno aprendo i cancelli delle scuole italiane di ogni ordine e grado e, purtroppo, si stanno ripresentando i problemi di sempre. In particolare permane grave la carenza di docenti di sostegno e in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="article-title">Inizio anno scolastico</h3>
<p>Migliaia di posti di sostegno sono ancora da assegnare, ma i docenti non si trovano</p>
<p>In questi giorni si stanno aprendo i cancelli delle scuole italiane di ogni ordine e grado e, purtroppo, si stanno ripresentando i problemi di sempre. In particolare permane <strong>grave la carenza di docenti di sostegno</strong> e in molte province non è stato nemmeno possibile procedere alle nomine annuali per esaurimento delle graduatorie dei docenti specializzati. A ciò si aggiunge<strong> l’aumento delle richieste di sostegno e di posti in deroga</strong>, che rende la situazione ancora più difficile. <strong>Sono ancora da assegnare migliaia di incarichi</strong>, che andranno in gran parte, ancora una volta, a docenti privi di specializzazione.</p>
<p>Il III ciclo di specializzazione, in corso, sta formando un<strong> numero di docenti</strong> del tutto<strong> inadeguato al fabbisogno</strong>; nei concorsi <strong>i posti previsti per il sostegno</strong> sono ovunque <strong>insufficienti</strong>; il MIUR, in primavera, generalmente sottostima le risorse necessarie in organico di diritto e gli uffici scolastici, perciò, in pieno agosto devono fare i conti con il reale fabbisogno in organico di fatto. Le graduatorie, però, sono esaurite e dirigenti scolastici dovranno <strong>reperire insegnanti non formati</strong>. La scuola, dunque, inizia con l’emergenza di sempre, con le famiglie sul piede di guerra perchè i docenti non ci sono, perchè quelli che ci sono devono dividersi come possono, perchè spesso mancano anche educatori e assistenti. Precarietà, <strong>carente investimento nella formazione</strong>, politiche sempre più astruse fanno da cornice ad un fenomeno che vede sempre più spesso la scuola in tribunale per infiniti ricorsi di famiglie e docenti.</p>
<p><strong><br />
I NUMERI</strong> – Quest’anno in classe ci saranno <strong>10 mila studenti disabili in più</strong>. In un <a href="http://www.miur.gov.it/documents/20182/0/Dati%20Avvio%20anno%20scolastico%202017-2018/a4826bd1-c9d4-4c8c-a662-f133d79c9e0f?version=1.1">recente documento del MIUR</a> possiamo infatti leggere che gli alunni con disabilità saranno 234.658; sono aumentati anche i docenti di sostegno, ma <strong>38.769 posti sono in deroga</strong>. Il maggior numero di alunni disabili si registra in Lombardia, ma l&#8217;incidenza maggiore della disabilità sulla popolazione scolastica complessiva è in Sicilia e nel Lazio. Il numero più alto, invece, riguarda la scuola primaria, seguita dalla secondaria di II grado e di primo grado.</p>
<p><strong><br />
LA SITUAZIONE</strong> – I <strong>docenti di sostegno specializzati sono pochi</strong>, carenti ovunque, del tutto assorbiti in aluni territori. <strong>A Vicenza</strong>, dove a mancare sono anche i supplenti curricolari, si inizia con orario ridotto, mentre <strong>le cattedre di sostegno da coprire sono centinaia</strong>. Non ci sono docenti specializzati: dei 448 posti accordati, 422 sono tornati alle scuole per mancanza di docenti. Non molto diversa è la situazione di altre province del Veneto, dove non è stato assegnato nessun ruolo di sostegno da GAE perchè esaurite da tempo. Gli assunti da concorso sono stati pochi, perchè pochi lo hanno superato. Anche gli specializzati presenti nelle graguatorie d’istituto sono del tutto insufficienti. Pochi specializzati anche a L’Aquila. Del tutto inadeguato appare il numero dei docenti di sostegno assegnato a diverse province della Sicilia rispetto a quello degli alunni con disabilità: a Catania, scrive un docente su un social network, ci sarà un rapporto di 1:3. <strong>Le famiglie</strong>, tanto per cambiare, <strong>minacciano azioni legali</strong>. In Trentino sono aumentati gli alunni con disabilità ma non i docenti per il sostegno. A Bologna molte delle 5mila cattedre di sostegno saranno assegnate a docenti non specializzati; in questo caso i posti autorizzati sono molti, ma non ci sono docenti. Non si trovano docenti di sostegno a Novara, a Grosseto, a Mantova, in Versilia, a Prato. L’elenco potrebbe continuare a lungo. A Milano ne mancano 1400.</p>
<p>I dirigenti convocheranno docenti non specializzati. A volte non basteranno e allora bisognerà seguire le indicazioni ministeriali sul da farsi. Generalmente<strong> si deve chiedere alle graduatorie viciniorie</strong>. Molti giovani non specializzati e non abilitati manderanno una messa a disposizione. Qualcuno racconterà che qualche scuola ha incaricato laureandi. Ci sarà il problema delle ore insufficienti. Ci saranno i ricorsi. Poi <strong>in qualche modo si farà anche quest’anno</strong>, come sempre.<br />
Così<strong> la Buona scuola</strong> ha assunto tanta gente, ha <strong>svuotato le graduatorie</strong>. Certo, va bene. Però non tanto, se all’appello <strong>mancano molti docenti di matematica e migliaia di docenti di sostegno</strong>.</p>
<p>Forse sarebbe il caso di pensare a qualcosa di diverso, di investire davvero nella formazione, di <strong>superare la distizione tra docente curricolare e di sostegno</strong>, di recuperare le competenze dei docenti specializzati in ruolo con le <strong>cattedre miste</strong>. Forse arebbe il caso di prendere davvero coraggio e <strong>specializzare tutti i docenti</strong>.<br />
Allora forse potremmo evitare di scrivere, come ogni anno, che <strong>niente c’è di nuovo sotto il sole.</strong></p>
<p><strong>Buon anno scolastico a tutti.</strong></p>
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		<title>Certificazione di invalidità più veloce col nuovo certificato specialistico unico INPS.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2017 07:32:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lo sapevi che]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bambini disabili. Il “certificato specialistico pediatrico”, predisposto dall’Inps e dalla Società Italiana di Pediatria, contiene tutti gli elementi utili all’accertamento della specifica patologia Parte in via sperimentale in questi giorni una procedura che faciliterà  &#8211; e di molto-  la vita di alcune famiglie con piccoli con disabilità. Si tratta di un protocollo della durata di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="article-title">Bambini disabili.</h3>
<p>Il “certificato specialistico pediatrico”, predisposto dall’Inps e dalla Società Italiana di Pediatria, contiene tutti gli elementi utili all’accertamento della specifica patologia</p>
<p>Parte <strong>in via sperimentale</strong> in questi giorni una procedura che faciliterà  &#8211; e di molto-  la vita di alcune famiglie con piccoli con disabilità. Si tratta di un protocollo della durata di 18 mesi che <strong>INPS</strong> ha siglato con i tre ospedali pediatrici italiani più importanti, per la semplificazione delle procedure che compongono l’iter sanitario e amministrativo  necessario per il riconoscimento delle prestazioni assistenziali di invalidità e handicap.</p>
<p>Il protocollo, è stato siglato tra l’<a href="https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx">INPS</a> è l’ospedale <a href="http://www.ospedalebambinogesu.it/home">Bambino Gesù di Roma</a>, il <a href="http://www.gaslini.org/">Gaslini di Genova</a> e il <a href="http://www.meyer.it/index.php">Meyer di Firenze</a>, e permetterà di utilizzare un unico “certificato specialistico pediatrico”, emesso dalle strutture sanitarie aderenti al progetto, senza che si rendano necessarie ulteriori visite ed accertamenti al bambino.<br />
Il certificato, che è telematico e gratuito,  è stato predisposto dall’Inps e dalla Società Italiana di Pediatria, e conterrà tutti gli elementi utili all’accertamento della specifica patologia.</p>
<p><strong>TUTTE LE INFORMAZIONI IN UN CERTIFICATO</strong> – Il certificato specialistico pediatrico potrà essere prodotto dai medici che lavorano per gli ospedali aderenti al progetto, e<strong> conterrà già tutte le informazioni necessarie per effettuare la valutazione medico legale da parte della Commissione</strong> chiamata a esprimersi sull’erogazione della prestazione INPS. In pratica, il certificato avrà già tutte quelle valutazioni specialistiche di carattere medico che normalmente possono richiedere una serie di esami ed accertamenti. Col “certificato specialistico”, essendoci già tutte le informazioni necessarie, si tagliano un bel po’ di passaggi e lungaggini.<br />
Tra l’altro, questa certificazione aiuterà ad <strong>evitare revisioni temporali</strong> del giudizio medico legale nel periodo della minore età, nei casi di<strong> malattie di cui al DM 2 agosto 2007</strong> (le dodici esentate da visita di revisione).</p>
<p><strong>LA VIA TELEMATICA</strong> &#8211; Il certificato, così redatto dai medici specialisti, viene da loro<strong> caricato direttamente tramite PIN sui sistemi informativi</strong> dell’INPS che poi lo utilizzerà nella verifica dei requisiti, quando la famiglia dell’interessato inoltrerà la domanda (all’Istituto) di prestazione assistenziale.  A quel punto i medici della Commissione preposti alla produzione del loro giudizio medico legale, potranno esprimersi avendo in mano quel certificato, senza dover richiedere altri ed ulteriori accertamenti o visite.</p>
<p><strong>MENO TEMPO,  MENO FATICA E MENO SPESA</strong> &#8211; Si tratta indubbiamente di un passo avanti che si auspica possa uscire dalla fase sperimentale, così da permettere ad un numero sempre maggiore di famiglie con bambini disabili di vedere facilitata – almeno in parte – la loro vita.</p>
<p>E’ evidente come questa scorciatoia rappresenti una semplificazione importante per tutte le famiglie che ben sanno quanto possa essere complicato e stressante l’intero iter &#8211; in particolare quando ci sono di mezzo bambini &#8211; oltre che costoso (si pensi alle visite specialistiche a supporto della domanda). <em>&#8220;L&#8217;obiettivo – ha commentato Tito Boeri, presidente dell’INPS nella recente presentazione del progetto &#8211; è facilitare l&#8217;accesso dei minori disabili alle prestazioni assistenziali dell&#8217;Inps: abbiamo visto che <strong>molte famiglie non usufruiscono dei loro diritti perché non informate o a causa della serie di visite necessarie</strong>&#8220;</em>.</p>
<p><strong>Per approfondire:</strong></p>
<p><a href="https://www.inps.it/docallegatiNP/InpsComunica/UfficioStampa/comunicatistampa/Documents/Protocollo_sperimentale_per_adesione.pdf">Il testo del protocollo</a></p>
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		<title>Scuola disabili: nasce l&#8217;Osservatorio per l&#8217;inclusione e l&#8217;integrazione scolastica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Sep 2017 11:14:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il MIUR annuncia l’istituzione di due osservatori dedicati a due temi centrali nella scuola: l’inclusione e scolastica degli alunni con disabilità e l’integrazione degli alunni stranieri Il Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha firmato  nella giornata di giovedì i decreti per la costituzione dell’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica, previsto da uno dei provvedimenti attuativi della Buona [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il MIUR annuncia l’istituzione di due osservatori dedicati a due temi centrali nella scuola: l’inclusione e scolastica degli alunni con disabilità e l’integrazione degli alunni stranieri</p>
<p>Il Ministro dell’Istruzione, <strong>Valeria Fedeli</strong>, ha firmato  nella giornata di giovedì i <strong>decreti</strong> per la costituzione dell’<strong>Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica</strong>, previsto da uno dei provvedimenti attuativi della <em>Buona Scuola</em>, e dell’<strong>Osservatorio per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura.<br />
</strong><br />
<strong>“</strong><em><strong>Quella italiana</strong> &#8211; </em>afferma Fedeli &#8211;<em><strong> è già una scuola altamente inclusiva e capace di integrare, di fare della diversità una ricchezza</strong>. Abbiamo un sistema molto avanzato, di cui possiamo e dobbiamo essere orgogliosi. Le nostre e i nostri docenti fanno un lavoro straordinario, che con la riforma e i suoi decreti attuativi vogliamo ulteriormente supportare con risorse e strumenti che ci consentiranno di venire sempre più incontro alle <strong>nuove esigenze</strong> di studentesse e studenti e delle loro famiglie”</em>.</p>
<p><strong>PARTECIPAZIONE PER L’INCLUSIONE DEGLI ALUNNI DISABILI &#8211;</strong> <em>“Fra i decreti attuativi della Buona Scuola &#8211;</em> ricorda Fedeli &#8211; <em>uno specifico provvedimento è dedicato al tema dell’inclusione per garantire una scuola sempre più accogliente alle alunne e agli alunni con disabilità, <strong>rafforzando il ruolo delle famiglie e delle associazioni</strong> nei processi di inclusione e coinvolgendo, anche e soprattutto attraverso la <strong>formazione in servizio</strong>, tutte le componenti del personale scolastico. Nei prossimi mesi gli effetti del decreto si dispiegheranno attraverso una serie di atti che condivideremo e costruiremo con l’Osservatorio appena costituito che sarà uno strumento di forte partecipazione. </em><br />
E’ previsto che l’osservatorio si riunirà già nelle prime settimane di settembre, con l’avvio dell’anno scolastico.</p>
<p><strong>SCUOLA COME LABORATORIO DI CONVIVENZA &#8211;</strong> Sul fronte dell’inclusione e dell’intercultura, il Ministro ricorda che sono <strong>oltre 800.000 le ragazze e i ragazzi con cittadinanza non italiana presenti nel sistema scolastico</strong>. Quasi il 60% di queste alunne e di questi alunni è nato in Italia.<em> “La velocità e la profondità dell&#8217;integrazione dipendono anche dalla scuola, come ho ricordato in molte occasioni </em>– dichiara Fedeli &#8211;<em>.<strong> È grazie al percorso che le ragazze e i ragazzi con cittadinanza non italiana fanno a scuola che il nostro Paese potrà contare anche sui loro talenti, sulle loro intelligenze”</strong>. È “a scuola – </em>conclude<em> &#8211; che studentesse e studenti, famiglie e comunità con storie diverse possono <strong>imparare a conoscere le diversità culturali e religiose</strong>, a superare le reciproche diffidenze, a sentirsi responsabili di un futuro comune. <strong>Le scuole possono essere veri e propri laboratori di convivenza</strong>. L’Osservatorio sarà uno strumento importantissimo per portare avanti questo processo. La complessità e la molteplicità degli aspetti relativi all’integrazione richiedono una sede qualificata di riflessione. Dobbiamo dare risposte efficaci alle storie e ai bisogni educativi di chi è appena arrivato nel nostro Paese, ma anche delle ragazze e dei ragazzi figli di migranti che nascono, crescono e studiano in Italia la cui cittadinanza, penso al dibattito sullo Ius soli, che mi auguro sia rapidamente approvato, si costruisce giorno dopo giorno proprio nelle nostre scuole”.</em></p>
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		<title>La scuola deve iniziare a settembre per tutti.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Sep 2017 11:11:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche per gli alunni con disabilità. Il Ministero rassicura rispetto al rischio di ritardi nelle nomine e nell’attivazione dei servizi per l’inizio dell’anno scolastico 2017-2018 In estate le aule si svuotano, ma la scuola non smette (o non dovrebbe smettere) di lavorare: settembre è dietro l’angolo e le carenze per una partenza ottimale, a nomine [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="article-title">Anche per gli alunni con disabilità.</h3>
<p>Il Ministero rassicura rispetto al rischio di ritardi nelle nomine e nell’attivazione dei servizi per l’inizio dell’anno scolastico 2017-2018</p>
<p><strong>In estate le aule si svuotano, ma la scuola non smette (o non dovrebbe smettere) di lavorare:</strong> settembre è dietro l’angolo e le carenze per una partenza ottimale, a nomine degli insegnati&nbsp; e attivazione dei servizi, per quanto riguarda in particolare disabilità e sostegno, le conosciamo bene.&nbsp; Apre uno spiraglio di ottimismo la nota che <strong>FISH</strong> (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha inviato, in merito alle rassicurazioni che vengono dal Ministero dell’Istruzione per un inizio senza intoppi dell’anno scolastico 2017/2018 anche per gli alunni e gli studenti con disabilità.</p>
<p>I mesi estivi, infatti, non fanno certo placare le preoccupazioni per il prossimo anno scolastico, soprattutto nelle famiglie con figli con disabilità. Per questi, troppo spesso l’effettiva e piena partecipazione alle attività scolastiche non inizia certo a settembre:<strong> la nomina degli insegnanti di sostegno</strong> avviene mesi dopo, <strong>l’assistenza educativa</strong> non viene attivata da subito,<strong> il trasporto</strong> non sempre è garantito dal primo giorno. Storie che negli ultimi anni si sono ripetute e sono state denunciate.</p>
<p><em>“FISH ha chiesto un incontro al Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, che lo ha rapidamente concesso, proprio per quanto ci è ormai noto e per le istanze forti delle associazioni, delle reti territoriali: <strong>la scuola deve iniziare a settembre per tutti</strong>.”</em> Così <strong>Vincenzo Falabella</strong>, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, anticipa i contenuti dell’incontro presso il MIUR in cui sono stati richiesti impegni e rassicurazioni.</p>
<p><em>“Il Ministro Fedeli ci ha innanzitutto informato dell<strong>’imminente</strong> emanazione di una specifica <strong>circolare</strong> a tutti i dirigenti scolastici che mira a<strong> contenere il rischio di ritardi</strong> nelle nomine e all’attivazione dell’assistenza alla comunicazione e all’autonomia, proprio per garantire la piena e immediata inclusione degli alunni con disabilità. La circolare preciserà anche le indicazioni del recente decreto legislativo 66/2017 (Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità) che entrano in vigore dall’anno 2019.</em></p>
<p><em>Analoghe rassicurazioni sono state espresse rispetto al <strong>trasporto scolastico</strong>, oggetto – come si ricorderà – di gravi disagi negli anni scorsi. Su questi servizi sarà cura del Ministero richiamare i più recenti specifici stanziamenti mirati proprio alla loro garanzia.</em></p>
<p><em>Sono state formulate anche garanzie circa il <strong>rispetto del numero di studenti (massimo 22) nelle classi</strong> in cui sia presente una alunno con disabilità grave, contenendo così il fenomeno delle cosiddette classi pollaio.”</em></p>
<p>FISH, come di consueto, ad inizio anno scolastico avrà cura di raccogliere e segnalare i disagi o le violazioni riportate dalle famiglie e dalle organizzazioni territoriali.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Come richiedere i permessi da Legge 104</title>
		<link>https://www.justchildren.it/come-richiedere-i-permessi-da-legge-104/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Sep 2017 10:45:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lo sapevi che]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[conviventi]]></category>
		<category><![CDATA[legge 104]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una recente circolare dell&#8217;Inps spiega i diritti di parti di unioni civili e di conviventi di fatto in materia di permessi legge 104 e congedi straordinari L&#8217;INPS ha emanato il 27 febbraio 2017 una circolare illustrativa che spiega come la Legge sulle Unioni Civili (legge n. 76 del 20 maggio 2016) che ha riconosciuto le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="article-title">Una recente circolare dell&#8217;Inps spiega i diritti di parti di unioni civili e di conviventi di fatto in materia di permessi legge 104 e congedi straordinari</p>
<p>L&#8217;INPS ha emanato il 27 febbraio 2017 una circolare illustrativa che spiega come la <strong>Legge sulle Unioni Civili</strong> (<a href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/05/21/16G00082/sg">legge n. 76 del 20 maggio 2016</a>) che ha riconosciuto le unioni civili fra persone dello stesso sesso e la <strong>sentenza della Corte Costituzionale <a href="http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2016&amp;numero=213">n. 213 del 5 luglio 2016</a></strong> sui permessi della legge 104 <strong>estesi anche ai conviventi</strong> abbiano apportato modifiche alla fruizione di permessi e congedi straordinari per i <strong>lavoratori dipendenti del settore privato</strong> che assistono famigliari con disabilità, allargandone di fatto la platea.</p>
<p><strong>I PERMESSI PER CHI ASSISTE &#8211;</strong> Come sappiamo, l’art. 33, comma 3, della legge n. 104/92 prevede il diritto ad usufruire di <strong>3 giorni di permesso mensili retribuiti</strong>, in favore di <strong>lavoratori dipendenti</strong> che prestino assistenza al coniuge, a parenti o ad affini entro il secondo grado – con possibilità di estensione fino al terzo grado – riconosciuti in situazione di handicap grave ai sensi dell&#8217;<strong>art. 3, c.3 della legge 104 </strong>stessa.<br />
Con la sentenza n. 213/2016 della Corte Costituzionale ora anche i conviventi e le parti dell&#8217;unione civile possono beneficiare di questi permessi.<br />
La sentenza infatti ha dichiarato l’<strong>illegittimità costituzionale</strong> dell’art.33, comma 3, della legge 104/1992 nella parte in cui non include il convivente tra i soggetti legittimati a fruire dei permessi ex art. 33, comma 3, della legge 104/92 perchè con tale esclusione<strong> mina il diritto alla salute e alle cure del singolo individuo come prescritto dall&#8217;art. 32 della Costituzione.</strong><br />
Ricordiamo che però le parti dell&#8217;unione civile e i conviventi di fatto possono usufruire di questi permessi per <strong>assistere solo il proprio partner e non eventuali suoi parenti</strong>, in quanto l&#8217;unione civile e la convivenza di fatto non costituiscono rapporto di affinità.</p>
<p><strong>IL CONGEDO BIENNALE RETRIBUITO &#8211;</strong> Il comma 5 dell’art. 42 del <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/01151dl.htm">decreto legislativo n. 151/2001</a> stabilisce invece la concessione del congedo straordinario biennale in favore di <strong>soggetti con disabilità grave</strong> ai sensi dell’art.3, c. 3 della legge 104/92, fissando un ordine di priorità dei soggetti aventi diritto al beneficio che, partendo dal coniuge, degrada fino ai parenti e affini di terzo grado.</p>
<p>Ora con le nuove disposizioni normative l&#8217;ordine di <strong>priorità</strong> è mutato in tal senso:<br />
<strong>Hanno diritto al congedo straordinario:</strong><br />
1. il “coniuge convivente” / la “<strong>parte dell’unione civile convivente</strong>” della persona disabile in situazione di gravità;<br />
2. il <strong>padre</strong> o la <strong>madre</strong>, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del “coniuge convivente”/della “parte dell’unione civile convivente”;<br />
3. uno dei “<strong>figli conviventi</strong>” della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il “coniuge convivente”/ la “parte dell’unione civile convivente” ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;<br />
4. uno dei “<strong>fratelli o sorelle convivent</strong>i” della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il “coniuge convivente”/la “parte dell’unione civile convivente”, “entrambi i genitori” ed i “figli conviventi” del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;<br />
5. un “<strong>parente o affine entro il terzo grado convivente</strong>” della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui tutte le categorie precedenti siano mancanti, decedute o affette da patologie invalidanti.</p>
<p>Come possiamo vedere fra i possibili beneficiari al congedo straordinario ci sono le parti di unioni civili ma <strong>non i conviventi di fatto</strong>.<br />
Così invece la stessa legge si è espressa in merito ai diritti per le persone legate da un rapporto di unione civile:<strong>“le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, [&#8230;] si applicano anche ad ognuna delle parti dell&#8217;unione civile tra persone dello stesso sesso”.</strong><br />
Pertanto <strong>la parte dell&#8217;unione civile può beneficiare tanto dei permessi da legge 104 quanto del congedo straordinario</strong>.</p>
<p><strong>RIEPILOGANDO –</strong><br />
<strong>A) UNIONI CIVILI:</strong> Le parti di un&#8217;unione civile possono beneficiare:<br />
&#8211; dei permessi da legge 104792<br />
&#8211; del congedo straordinario<br />
Con la precisazione a riguardo che questi benefici valgono esclusivamente per assistere il proprio partner e non suoi parenti in possibile stato di handicap grave, in quanto l&#8217;unione civile non implica un rapporto di affinità fra parenti e l&#8217;art. 78 del Codice Civile non viene espressamente richiamato dalla legge n. 76 del 2016.</p>
<p><strong>B) CONVIVENZE DI FATTO:</strong> I conviventi di fatto (secondo i commi 36 e 37 dell&#8217;art. 1 legge 76/2016 “due persone maggiorenni non vincolate da rapporto di parentela [&#8230;] o da unione civile”) possono beneficiare unicamente dei permessi della legge 104792 sempre e solo nei confronti del proprio partner.<br />
Non possono usufruire invece del congedo straordinario.</p>
<p><strong>COME PRESENTARE LA DOMANDA –</strong> Il richiedente deve accertare il proprio stato di “parte di unione civile” o di “convivente di fatto”.<br />
&#8211; <strong>Per certificarsi “parte dell’unione civile”</strong>, (comma 3, art, 1 della legge 76/2016), si fa riferimento agli atti di unione civile registrati nell’archivio dello stato civile.<br />
&#8211; <strong>Per l’accertamento della stabile convivenza</strong>, invece, si fa riferimento alla dichiarazione anagrafica rilasciata dagli uffici del Comune preposti (stato civile/anagrafe). Il riferimento normativo è costituito dai commi 36 e 37 della legge 76/2016.</p>
<p>La domanda va presentata all&#8217;<strong>Inps</strong> attraverso dei modelli appositi che vi riportiamo qui di seguito, ma che potete trovare sul sito dell&#8217;Inps stesso, alla sezione Modulistica:<br />
&#8211; SR08 (<a href="http://www.inps.it/portale/default.aspx?imenu=107&amp;formspalladestramodulistica=true&amp;sricerca=sr08">Domanda di permessi per l’assistenza ai familiari disabili in situazione di gravità</a>)<br />
&#8211; SR64 (<a href="http://www.inps.it/portale/default.aspx?imenu=107&amp;formspalladestramodulistica=true&amp;sricerca=sr64">Domanda di congedo straordinario per assistere il coniuge/ la parte dell’unione civile disabile in situazione di gravità</a>)<br />
La domanda deve essere inoltrata all’INPS di competenza tramite <strong>Posta Elettronica Certificata</strong> (non è sufficiente una email ordinaria) o mezzo equivalente (<strong>raccomandata con ricevuta di ritorno</strong> o presentazione della domanda allo <strong>sportello</strong>).<br />
Si precisa che nella domanda di beneficio il richiedente è tenuto a dichiarare sotto la propria responsabilità, ai sensi dell’art. 46 del DPR 445/2000, lo stato di coniuge/parte di unione civile/convivente di fatto.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.justchildren.it/come-richiedere-i-permessi-da-legge-104/">Come richiedere i permessi da Legge 104</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.justchildren.it">Just Children Onlus</a>.</p>
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